Mi ricordo, anni fa, una discussione a scuola: il professore sosteneva che la festività del Natale, per alcuni, era un momento di grande tristezza, solitudine.
Ricordo quello che mi venne spontaneo di pensare, allora: "impossibile, come può essere che qualcuno sia rattristato da una festività tanto bella...i negozi, le lucine dell'albero, il presepe, che si prepara con papà e mamma, tutti i parenti e l'allegria che per l'intero periodo natalizio e successivo fine anno, fino all'epifania, sono ospiti permanenti in casa tua". "Deve riferirsi sicuramente a qualcuno senza più parenti in vita", pensai, "senza amici, che vive da solo: in tal caso, beh, è abbastanza chiaro che ci si senta male in un tale bellissimo momento".
L'età adulta e le scelte sbagliate hanno l'indiscutibile pregio di aiutarci a comprendere meglio cose che altrimenti non saremmo riusciti a cogliere.
Chi mi conosce sa quali scelte sbagliate ho commesso, nulla di illegittimo, naturalmente, solo una serie di scelte che mi hanno lasciato, però, al palo, con una vita spezzata in due, il "di qua", con li mio lavoro, i miei genitori e mio fratello, quello che una volta era l'insieme di amicizie e abitudini e passioni, e il "di là", con i sentimenti, la fidanzata. Due realtà che faticano ad ingranare fra loro e, spesso, addirittura se ne stanno staccate, lontane anni luce.
Questo è uno di quei momenti in cui i due mondi non potrebbero essere più lontani.
Non sono solo: ho una famiglia, ho una fidanzata, ho delle persone che mi vogliono bene, anche fuori dall'ambito famigliare, eppure sono solo, senza una vita realmente mia, nella quale una prospettiva si inserisca a dare una direzione e un indirizzo per gli anni a venire.
Voglio dire: ho una famiglia, ma passerò il Natale lontano da loro, e Dio solo sa quanto avrei voglia di averceli accanto in momenti del genere, adesso che mi rendo conto, altro splendido regalo dell'età adulta, che non sono eterni e che un giorno il lusso della loro presenza, mi verrà tolta.
Il Natale è una festa da passare con le persone a cui vuoi bene: tutte.
Ho persone amiche con cui vorrei poter stare, ma ho pure una vita che mi impedisce di coltivarmi le amicizie.
Ho infine una fidanzata, ma trecento chilometri sono tanti e senza una prospettiva di avvicinamento, senza un progetto, e senza la prospettiva di reale fusione fra le due metà staccate che compongono la mia esistenza, neppure per l'ipotetico futuro, pure qui non sono felice.
In sostanza, cioè, sono in entrambe le realtà, ma non sono in nessuna delle due.
Tornando all'incipit, quindi, quest'anno l'arrivo del Natale mi ha portato una profonda tristezza e colgo il senso di quelle parole di tanti anni fa.
Ne avrei fatto volentieri a meno.
A tutti voi, comunque, auguro di poter passare con in vostri cari, con TUTTI i vostri cari, uno splendido periodo natalizio, e di essere felici con le persone che amate.
Ricordo quello che mi venne spontaneo di pensare, allora: "impossibile, come può essere che qualcuno sia rattristato da una festività tanto bella...i negozi, le lucine dell'albero, il presepe, che si prepara con papà e mamma, tutti i parenti e l'allegria che per l'intero periodo natalizio e successivo fine anno, fino all'epifania, sono ospiti permanenti in casa tua". "Deve riferirsi sicuramente a qualcuno senza più parenti in vita", pensai, "senza amici, che vive da solo: in tal caso, beh, è abbastanza chiaro che ci si senta male in un tale bellissimo momento".
L'età adulta e le scelte sbagliate hanno l'indiscutibile pregio di aiutarci a comprendere meglio cose che altrimenti non saremmo riusciti a cogliere.
Chi mi conosce sa quali scelte sbagliate ho commesso, nulla di illegittimo, naturalmente, solo una serie di scelte che mi hanno lasciato, però, al palo, con una vita spezzata in due, il "di qua", con li mio lavoro, i miei genitori e mio fratello, quello che una volta era l'insieme di amicizie e abitudini e passioni, e il "di là", con i sentimenti, la fidanzata. Due realtà che faticano ad ingranare fra loro e, spesso, addirittura se ne stanno staccate, lontane anni luce.
Questo è uno di quei momenti in cui i due mondi non potrebbero essere più lontani.
Non sono solo: ho una famiglia, ho una fidanzata, ho delle persone che mi vogliono bene, anche fuori dall'ambito famigliare, eppure sono solo, senza una vita realmente mia, nella quale una prospettiva si inserisca a dare una direzione e un indirizzo per gli anni a venire.
Voglio dire: ho una famiglia, ma passerò il Natale lontano da loro, e Dio solo sa quanto avrei voglia di averceli accanto in momenti del genere, adesso che mi rendo conto, altro splendido regalo dell'età adulta, che non sono eterni e che un giorno il lusso della loro presenza, mi verrà tolta.
Il Natale è una festa da passare con le persone a cui vuoi bene: tutte.
Ho persone amiche con cui vorrei poter stare, ma ho pure una vita che mi impedisce di coltivarmi le amicizie.
Ho infine una fidanzata, ma trecento chilometri sono tanti e senza una prospettiva di avvicinamento, senza un progetto, e senza la prospettiva di reale fusione fra le due metà staccate che compongono la mia esistenza, neppure per l'ipotetico futuro, pure qui non sono felice.
In sostanza, cioè, sono in entrambe le realtà, ma non sono in nessuna delle due.
Tornando all'incipit, quindi, quest'anno l'arrivo del Natale mi ha portato una profonda tristezza e colgo il senso di quelle parole di tanti anni fa.
Ne avrei fatto volentieri a meno.
A tutti voi, comunque, auguro di poter passare con in vostri cari, con TUTTI i vostri cari, uno splendido periodo natalizio, e di essere felici con le persone che amate.
Tanti auguri e buon Natale a tutti voi...







