Iscriviti al Vaffanculo Day Solo foglie e confusione...
giovedì, 02 luglio 2009
author: Ghiyaath @ 21:00
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Se pensate sia una esagerazione, provate ad indossare per un'ora di corsa le mie scarpe e vi renderete conto di essere portatori sani di disastro ambientale...
Sì, insomma, slacciate le stringhe e comincerete a mettere in preallarme gli osservatori di Nagasaki (allalme, allalme...stanno pel lanciale un'altlo attacco!!!), toglietele e le piastrelle in ceramica del vostro bagno vedranno prima i fiori disegnati appassire e poi sciogliersi, come neppure il bagno di acido fluoridrico più concentrato riesce a fare.
Ecco, mezzo milione di forme di vita articolata hanno smesso di esistere a causa della plastica della tomaia e della vostra traspirazione...e adesso?
Far finta di nulla non giova, anzi, essere l'unico in mezzo a quel fallout maleodorante che fischietta risulta pochissimo credibile anche al meno dotato degli osservatori...
Buttatela sullo spirito animalista: "chissà quanti gabbiani farò accorrere in zona...che romanticheria!"
Oppure in maniera xenofoba (tanto di moda in questi tempi): "maledetti cinesi\cimbalini\vietnamiti -a scelta-...tutta colpa loro...se potessi farei una strage" (...e in effetti, siete già sulla via buona...con i vostri coinquilini, almeno).
Oppure buttatela in caciara, alla maniera governativa: "E' un complotto dei comunisti mangiabambini e di Repubblica, cribbio!"
E tanto basta.
Mmm, dubbio: e se mi lavassi i piedi e bon?
 
giovedì, 21 maggio 2009
author: Ghiyaath @ 10:41
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No, nulla è eterno...tutt'altro.
Ho appena sepolto Maila, la femmina di meticcio che da quindici anni mi faceva compagnia e mi accoglieva festosamente la sera al ritorno dal lavoro.
Nulla da dire, è vissuta bene, mai una malattia, mai un problema, se non consideriamo tale il fatto che fosse un'ingorda, ma un'ingorda di una tenerezza e di una dolcezza incredibile, o se escludiamo che ultimamente fosse diventata un pò sorda...E' sempre stata libera di muoversi, non solo nel giardino, ma in tutto il paese, come e quando preferiva...le abbiamo voluto bene tutti, in casa e fuori.
Ci ha dato tantissimo affetto.
Da alcuni giorni era affaticata, poca voglia di tutto, negli ultimi tre non si alzava dal prato e, l'altro ieri, cosa assolutamente improbabile per lei, non ha toccato un boccone dalla ciotola.
Portata dal veterinario gli esami evidenziano la diagnosi: è vecchia, il cuore non ce la fa a pompare e soffre, è tachicardica e il respiro non le basta.
"Sarebbe il caso di chiedersi se farle l'eutansia", mi dice la dottoressa..."sta soffrendo molto e non andrà avanti a lungo così...Noi non possiamo fare molto"
Sono entrato nell'ambulatorio convinto del fatto che la morte di un cane a quindici anni fosse una cosa fisiologica e che andasse accettata senza troppi problemi...Mi sono sbagliato.
Mentre cercavo di dire alla dottoressa di procedere all'iniezione, guardavo per l'ultima volta quegli occhioni nocciola, che mi fissavano...una carezza sulla testa e ho abbracciato la mia "sorellina pelosa" - come la chiamava sempre mio fratello-... Non mi vergogno a dire che a trentaquattro anni ho pianto, mentre tenevo stretto quell'animale per l'ultima volta.
Sono uscito.
Ho aspettato che mi richiamassero a prenderla: fortunatamente hanno provveduto loro a darmela chiusa in un lenzuolo eun sacco.
Ho provveduto ieri sera a far sparire tutte le scodelle e le scatolette di cibo per cani che tanto le piaceva leccarsi in santa pace in giro per il giardino, dopo aver mangiato il contenuto , nella scodella.
Un bacio, baffina...mi mancherai, non poco, a tutti noi.
mercoledì, 01 aprile 2009
author: Ghiyaath @ 01:21
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Non me ne abbiano a male tutti gli estimatori di Saviano: anch'io ho amato il suo libro e penso di lui ogni cosa buona che sia possibile pensare di un eroe del quotidiano vivere civile.
Ma ho appena finito di vedere il film che ha strappato a Gomorra il podio della premiazione come miglior film straniero agli Oscar e ho capito perchè, sia andata così.
Semplicemente perchè è meraviglioso.
In sostanza, il film prende spunto da un ricordo, tanti anni dopo, di uno dei soldati israeliani che presero parte all'offensiva che portò all'epilogo del massacro dei campi di Chabra e Chatila: un'immagine surreale nel quale il soldato si vede uscire dall'acqua di un mare nero-inchiostro, nudi, lui e due suoi compagni, con il mitra Gail a tracolla; usciti dall'acqua si rivestono e prendono a marciare per strada, dove si vedono venire incontro delle donne disperate.
Verità, questa scena, come pensa di ricordare, una sorta di azione militare di cui non ricorda altro, o piuttosto una fantasia elaborata per motivi che non ricorda dal proprio cervello?
A partire da questo punto, viene raccontato secondo i vari punti di vista degli altri commilitoni che presero parte all'offensiva, lo scorrere di episodi, sprazzi di quei momenti, fino al tragico eccidio, all'olocausto finale in cui uomini, donne e bambini vennero trucidati a sangue freddo in una follia di odio e vendetta dai falangisti cristiani.
Il riferimento alla strage ad opera dei nazisti, non è affatto casuale, e riporta, alla fine del film, alla simbologia del ricordo iniziale: l'acqua, il male, inteso come male subito dai genitori nei campi di sterminio e adesso rivissuto, come oppresore, come nazista, dal protagonista, incapace di comprendere una cosa tanto immane, soprattutto.
Il finale abbandona i tratti del film d'animazione, per lasciare spazio alle riprese fatte realmente alla fine dei massacri, quando il comando israeliano decise che poteva essere sufficiente e, infine, decise di fermare la mano dei falangisti, troppo tardi e dopo troppi morti inermi.
Vi posso garantire che il finale, al pari di certe riprese girate sulle città irakene di recente, è un vero pugno allo stomaco.
Un film bellissimo, di una poesia intensissima, dolorosa, sia per i soldati israeliani che vissero quei giorni nella loro follia, sia per quelli che, vittime, invece, si ritrovarono nella conta dei caduti o fra i loro cari, in preda alla disperazione fra le strade.
Ve lo consiglio caldamente; se non lo avete visto, l'aver letto queste quattro righe non vi rovinerà nulla: gli eventi descritti nella trama sono fatti noti, questo non è un film da vedersi per una trama, ma per la traccia di emozioni che vi lascerà addosso alla fine.
Un Bacio, Ghy.
mercoledì, 18 marzo 2009
author: Ghiyaath @ 11:45
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Da che mondo e mondo ci sono dei punti fermi che caratterizzano la vita di un uomo: il primo giorno di scuola, la prima zuffa, con relativi lividi e listoni, il primo bacio, la prima moto, la prima volta con una ragazza che non fosse frutto della propria immaginazione notturna, il primo lavoro.
Ora, e so già quali sorrisini ebeti vi spunteranno sulle faccine, esiste un'altro punto fermo nella vita di un giovane ometto: la prima rivista zozza.
Generalmente la scena è questa: due-tre ragazzini che confabulano alla ricerca di un edicolante compiacente che non faccia troppi moralismi (ma se le vende perchè dovrebbe farne?) e, soprattutto, niente battutine...
Quindi, la raccolta della moneta e la fuga con l'oggetto dell'acquisto nascosto sotto il giubbotto verso un posto dove sfogliarlo liberi da mamme o passanti.
Ecco, mi ricordo ancora il numero di Playboy (edizione americana) che comperai di nascosto, in un'edicola a quindici chilometri da casa, tanto per essere sicuro di non essere riconosciuto (non era tutta 'sta distanza, ma per un ragazzino senza, non dico una moto, ma neppure un abbonamento per l'autobus, lo spazio era di per sè già importante).
Ed eccoci ad oggi. Ieri sera vado dal barbiere per la scorciata mensile dei capelli; oltre alle riviste di moto, viaggi et similia, vedo spuntare un titolo che...beh: "Playboy, Edizione Italiana".
Ora, saranno passati parecchi anni, ed è plausibile un certo grado di rimbambimento, ma una cosa mi pareva di ricordarla: su Playboy c'era gnocca...pagine e pagine di gnocca.
Ovvio, diranno i più;
non così ovvio, commenteranno quelli che hanno avuto la rivista di cui parlo per le mani: non "Playboy", in senso assoluto, bensì "P. Edizione Italiana".
Prima pagina: editoriale autocompiaciuto del direttore, che si loda di quanto è bravo e dell'intuito che si tira appresso...ma chi te l'ha chiesto; questa rivista ha due soggetti: Hugh Heffner e la patata...tu sei un intruso, giusto uno messo lì per coniugare il verbo di Heffner e le varie incarnazioni del suddetto ortaggio, punto.
Poi altro editoriale...DI FRANCESCO ALBERONI!!!!!!!
Oddio, comincio ad avere un principio di nausea (il più grande ipocrita bigotto d'Italia)...
Vabbè, sfogliamo: pubblicità, idem, ancora, articolo su finanzieri, su banche d'affari,su....fino a pagina 98 così, senza una donna con, chessò...i piedi scalzi.
Quindi, ecco: un capezzolo nudo!
E basta...le foto successive mostrano solo quello.
Per trovare della patata bisogna andare quasi in fondo per scovare, sepolto fra altra fuffa degna di Class o del Sole 24 ore, le copertine gloriose dell'edizione americana...
Boh, sarà la crisi?
Sarà la tassa sul nudo che tanto voleva Tremontino fino a qualche tempo fa?
Sta di fatto che mi ha lasciato addosso una profonda tristezza: un pò come se tornaste in un posto di cui avevate un bel ricordo da bambini e vi trovaste, invece, un parcheggio.
Se non altro, adesso, i ragazzini delle nuove generazioni avranno una scusa in più: "no, mamma, nulla di strano: mi sto solo aggiornando sull'andamento dell'indice Nikkei, a Tokio"
Un bacio e un saluto a tutti.
Ghy.
giovedì, 18 dicembre 2008
author: Ghiyaath @ 10:00
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natale (13)
giovedì, 18 dicembre 2008
author: Ghiyaath @ 09:55
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TANTI AUGURI A TUTTI.......BUON NATALE!

a
sabato, 13 dicembre 2008
author: Ghiyaath @ 10:32
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Mi ricordo, anni fa, una discussione a scuola: il professore sosteneva che la festività del Natale, per alcuni, era un momento di grande tristezza, solitudine.
Ricordo quello che mi venne spontaneo di pensare, allora: "impossibile, come può essere che qualcuno sia rattristato da una festività tanto bella...i negozi, le lucine dell'albero, il presepe, che si prepara con papà e mamma, tutti i parenti e l'allegria che per l'intero periodo natalizio e successivo fine anno, fino all'epifania, sono ospiti permanenti in casa tua". "Deve riferirsi sicuramente a qualcuno senza più parenti in vita", pensai, "senza amici, che vive da solo: in tal caso, beh, è abbastanza chiaro che ci si senta male in un tale bellissimo momento".
L'età adulta e le scelte sbagliate hanno l'indiscutibile pregio di aiutarci a comprendere meglio cose che altrimenti non saremmo riusciti a cogliere.
Chi mi conosce sa quali scelte sbagliate ho commesso, nulla di illegittimo, naturalmente, solo una serie di scelte che mi hanno lasciato, però, al palo, con una vita spezzata in due, il "di qua", con li mio lavoro, i miei genitori e mio fratello, quello che una volta era l'insieme di amicizie e abitudini e passioni, e il "di là", con i sentimenti, la fidanzata. Due realtà che faticano ad ingranare fra loro e, spesso, addirittura se ne stanno staccate, lontane anni luce.
Questo è uno di quei momenti in cui i due mondi non potrebbero essere più lontani.
Non sono solo: ho una famiglia, ho una fidanzata, ho delle persone che mi vogliono bene, anche fuori dall'ambito famigliare, eppure sono solo, senza una vita realmente mia, nella quale una prospettiva si inserisca a dare una direzione e un indirizzo per gli anni a venire.
Voglio dire: ho una famiglia, ma passerò il Natale lontano da loro, e Dio solo sa quanto avrei voglia di averceli accanto in momenti del genere, adesso che mi rendo conto, altro splendido regalo dell'età adulta, che non sono eterni e che un giorno il lusso della loro presenza, mi verrà tolta.
Il Natale è una festa da passare con le persone a cui vuoi bene: tutte.
Ho persone amiche con cui vorrei poter stare, ma ho pure una vita che mi impedisce di coltivarmi le amicizie.
Ho infine una fidanzata, ma trecento chilometri sono tanti e senza una prospettiva di avvicinamento, senza un progetto, e senza la prospettiva di reale fusione fra le due metà  staccate che compongono la mia esistenza, neppure per l'ipotetico futuro, pure qui non sono felice.
In sostanza, cioè, sono in entrambe le realtà, ma non sono in nessuna delle due.
Tornando all'incipit, quindi, quest'anno l'arrivo del Natale mi ha portato una profonda tristezza e colgo il senso di quelle parole di tanti anni fa.
Ne avrei fatto volentieri a meno.
A tutti voi, comunque, auguro di poter passare con in vostri cari, con TUTTI i vostri cari, uno splendido periodo natalizio, e di essere felici con le persone che amate.

Tanti auguri e buon Natale a tutti voi...
venerdì, 12 dicembre 2008
author: Ghiyaath @ 21:02
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Ansa - UltimOra: Bin Laden ha dichiarato: "E' molto difficile fare
un attentato in Italia". In realtà alcuni documenti del SISDE rivelati recentemente affermano che Bin Laden ci ha provato. Tempo fa diede ordine di organizzare un attentato aereo in Italia. Due terroristi, provenienti da un Paese del Medio Oriente, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di eseguire "il castigo di Allah per gli infedeli italiani". Ecco com'è andata.

Domenica ore 23:47
Arrivano all' aeroporto internazionale di Napoli, via aerea dalla Turchia: escono dall' aeroporto dopo otto ore perchè gli hanno perso le valigie.
La società di gestione dell'aeroporto non si assume la responsabilità della perdita e un impiegato consiglia ai terroristi di provare a ripassare il giorno dopo: chissà, con un po' di fortuna...Prendono un taxi: il taxista (abusivo) li guarda dallo specchietto retrovisore e, vedendo che sono stranieri, li passeggia per tutta la città per un'ora e mezza. Dal momento che non proferiscono lamentela, neanche dopo che il tassametro raggiunge i 200 euro, decide di fare il colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si ferma e fa salire un complice.
Dopo averli derubati e coperti di mazzate li abbandonano esanimi nel Rione 167 a Secondigliano.

Lunedì ore 04:30
Al risveglio, dopo la mazziata, ambedue i terroristi riescono a
raggiungere un albergo sito in zona piazza Borsa. Decidono quindi di affittare un auto presso la Hertz di piazza Municipio. Quindi si
avviano con direzione aeroporto, ma giusto prima di arrivare a piazza Mazzini, rimangono bloccati da una manifestazione di studenti, uniti alle tute bianche anti-global ed ai disoccupati napoletani, che non li fanno passare.

Lunedì ore 12:30
Arrivano finalmente in piazza Garibaldi decidono di cambiare dei soldi per muoversi più liberamente: i loro dollari vengono cambiati in biglietti da 100 euro falsi.

Lunedì ore 15:45
Arrivano all' aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di
dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri dell'Enel del centro
direzionale. I piloti ALITALIA sono in sciopero perchè chiedono la
quadruplicazione del salario e vogliono lavorare meno ore. Stessa cosa per i controllori di volo, che pretendono anche la pinza obliteratrice per tutti ("altrimenti che controllori saremmo?", hanno dichiarato).
L'unico aereo disponibile che c'è in pista è uno della MARADONA AIR con destinazione Alghero e ha 18 ore di ritardo... gli impiegati ed i passeggeri sono accampati nelle sale d'attesa... intonano canti popolari..gridano slogan contro il governo ed i piloti! Arrivano i celerini... cominciano a dare manganellate a destra e a manca, contro tutti... si accaniscono in particolar modo sui due arabi.

Lunedì 19:05
Finalmente si calmano un poco gli animi. I due figli di Allah, coperti di sangue, si avvicinano al banco della MARADONA AIR per acquistare i biglietti per l'aereo con destinazione Sassari, dirottarlo e farlo schiantare contro le torri Enel. Il responsabile MARADONA AIR che gli vende dei biglietti, tace il fatto che il volo, in realtà, è già stato cancellato.

Lunedì 22:07
A questo punto, i terroristi discutono se continuare oppure no... non sanno più se distruggere Napoli è un atto terroristico o un'opera di carità.

Lunedì 23:30
Morti di fame, decidono di mangiare qualcosa al ristorante
dell'aeroporto: ordinano panino con la frittata e impepata di cozze.

Martedì 04:35
In preda a una salmonellosi fulminante causata dalla frittata,
finiscono all'ospedale San Gennaro, dopo aver aspettato tutta la notte nel corridoio del pronto soccorso. La cosa non sarebbe durata più di un paio di giorni, se non fosse subentrato un sospetto di colera dovuto alle cozze.

Martedi 17:20
Dopo quattordici giorni (due settimane !) escono dall'ospedale e si trovano nelle vicinanze dello stadio San Paolo. Il Napoli ha perso in casa con il neopromosso Palermo per 3-0, con due rigori assegnati alla squadra siciliana dall'arbitro Concettino Riina da Corleone. Una banda di ultrà della "MASSERIA CARDONE", vedendo i due scuri di carnagione, li scambiano per tifosi del Palermo e gli rifilano un'altra caterva di legnate. Per di più il capo degli ultrà, un tale detto "Peppo o' Ricchione", abusa sessualmente di loro.

Martedì 19:45
Finalmente gli ultrà se ne vanno. I due terroristi decidono di
ubriacarsi per la prima volta nella loro vita (anche se è peccato!).
In una bettola della zona portuale gli rifilano del vino adulterato
con metanolo e i due rientrano al San Gennaro per l'intossicazione. Gli viene anche riscontrata la sieropositività all'HIV (Peppo non perdona).

Martedì 23:42
I due terroristi fuggono dall'Italia in zattera con direzione Libia,
semiorbi per il metanolo ingerito e con una dozzina di infezioni a
causa del virus HIV. Giurano ad Allah che non tenteranno mai più
nulla contro il nostro amato Paese.
lunedì, 08 dicembre 2008
author: Ghiyaath @ 22:25
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Falling Slowly by Rikki Kasso © 01Falling Slowly by Rikki Kasso © 02Falling Slowly by Rikki Kasso © 04
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giovedì, 04 dicembre 2008
author: Ghiyaath @ 19:45
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Qualche volta si sente pseudo filosofi del tubero che rifriggono la stronzata "nel mondo non esiste bellezza"...Posso, invece, mostrarvene una bella grossa grossa? (Oddio: tanto grossa no, non ancora perlomeno: diamole tempo...)

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